Direttiva dell’Europarlamento sui rider
Elena Apollonio
accoglie con grande soddisfazione la
direttiva sui lavoratori delle piattaforme e sui rider
adottata dal
Parlamento Europeo.
Link all’annuncio della direttiva
La direttiva tocca diversi punti, a partire dall’assunzione che il rapporto di lavoro tra le piattaforme e i lavoratori sia un rapporto di lavora dipendente. Sarà a carico delle piattaforme ci dimostrare, se lo vorranno, che il rapporto sia di lavoro autonomo.
Sono quindi vietate decisioni che impattino il rapporto di lavoro, come il licenziamento, che siano prese da algoritmi ed è richiesto il controllo umano su tali decisioni.
Sono introdotte norme più stringenti sulla protezione dei dati personali dei lavoratori ed è vietata la raccolta e l’elaborazione di alcune informazioni sui lavoratori, come i dati sullo stato emotivo o psicologico e le convinzioni personali.
Dopo la formale adozione da parte del Consiglio d’Europa del testo della direttiva, gli stati membri avranno due anni per integrare le disposizioni della direttiva nella loro legislazione nazionale.
Elena si augura che il il parlamento e il governo italiani saranno solleciti nell’accogliere la delibera europea e a approvare la legge sui rider anche per il nostro paese.
Link all’annuncio della direttiva
La direttiva tocca diversi punti, a partire dall’assunzione che il rapporto di lavoro tra le piattaforme e i lavoratori sia un rapporto di lavora dipendente. Sarà a carico delle piattaforme ci dimostrare, se lo vorranno, che il rapporto sia di lavoro autonomo.
Sono quindi vietate decisioni che impattino il rapporto di lavoro, come il licenziamento, che siano prese da algoritmi ed è richiesto il controllo umano su tali decisioni.
Sono introdotte norme più stringenti sulla protezione dei dati personali dei lavoratori ed è vietata la raccolta e l’elaborazione di alcune informazioni sui lavoratori, come i dati sullo stato emotivo o psicologico e le convinzioni personali.
Dopo la formale adozione da parte del Consiglio d’Europa del testo della direttiva, gli stati membri avranno due anni per integrare le disposizioni della direttiva nella loro legislazione nazionale.
Elena si augura che il il parlamento e il governo italiani saranno solleciti nell’accogliere la delibera europea e a approvare la legge sui rider anche per il nostro paese.
